Biografia
Posted agosto 10th, 2009 by admin 1 Comment »

Renato Zero
I primi anni di vita
Renato Fiacchini in arte Renato Zero, nasce all’ospedale San Giacomo di Roma il 30 settembre 1950 a 100 metri dalla sua abitazione. Non proviene come molti credono da una borgata, ma trascorre i suoi primi anni di vita nel cuore di Roma, in via di Ripetta; 8 anni dopo, l’ospedale decide di acquistare la casa di Renato per costruire il reparto di ortopedia, così la famiglia Fiacchini è costretta a trasferirsi alla Montagnola, una zona di Roma che nulla ha a che vedere con il centro, dove si stagliano enormi palazzoni, e intorno una squallida baraccopoli. Suo padre Domenico, ultimo di 11 figli è poliziotto e Ada, la mamma, è infermiera; Nella famiglia di Renato c’è uno zio sacerdote e tre cugini di suo padre sono preti, dunque il ragazzo finisce per pensare a Dio come Colui che risolve le situazioni difficili, trova da mangiare agli affamati, trova posti di lavoro ai disoccupati, insomma la sua visione in merito è fortemente condizionata.
Anni 60′ : l’ adolescenza e gli inizi di carriera
Renato termina le scuole medie, e già mostra un notevole interesse per la musica e per la trasgressione, tanto che a soli 14 anni, gira con una busta di plastica piena di costumi strani pieni di paillettes e di piume e non appena si allontana dalla sua abitazione si traveste, per recarsi al “Titan” o al “Piper” ; quest’ultimo locale è una delle più famose sale da ballo romane, una pietra miliare che rappresenta una fetta di storia del costume Italiano; sito in via Tagliamento - da cui album di Renato del 1982 con titolo omonimo -, ha lanciato artisti che hanno avuto un peso nella storia della musica italiana quali Patty Pravo, Lucio Battisti, Caterina Caselli e lo stesso Renato ed ha visto esibirsi dei mostri sacri quali David Bowie, Genesis, Pink Floyd, Ike & Tina Turner e Duke Ellington. In questo locale Renato conoscerà Federico Fellini,Don Lurio, Gianni Boncompagni e Renzo Arbore, che lo aiuteranno materialmente a farsi conoscere dal grande pubblico. In quel periodo Renato si presta a continue audizioni e si offre come comparsa a Cinecittà; il mondo della musica non gli appare facile, Renato fa una decina di provini in Rai, dove viene puntualmente rifiutato, la sua diversità e il suo amore per la trasgressione non vengono apprezzati in un’epoca dove tutto fa scandalo. 1964: anno del suo primo esordio al “Ciak” di Roma. Nel 1965 Renato incide “Tu“, “Sì“, “Il deserto“, “La solitudine” che non verranno mai pubblicati. Nel 1966 durante una sua esibizione al Piper viene notato dal coreografo Don Lurio che lo introduce nel corpo di ballo di Rita Pavone, per la trasmissione “Stasera Rita” in onda sulla Rai e partecipa a “Bandiera Gialla“, la più famosa trasmissione radiofonica musicale Rai dell’epoca (quando ancora non esistevano le radio “libere”) condotta da Boncompagni ed Arbore, attenta alle nuove tendenze musicali dell’epoca, di natura estremamente goliardica e innovativa.
Sempre in quell’anno, Renato vedrà pubblicato il suo primo 45 giri “Non basta, sai/In mezzo ai guai” scritto da Gianni Boncompagni, che ha un risultato avvilente – vendute soltanto 20 copie -, ma che non frena le ambizioni del giovane artista, che ottiene l’attestato di Operatore Cinematografico e partecipa ad un Corso di Danza organizzato da Renato Greco.
Nel 1968 Renato appare nel film “La bambolona” diretto da Franco Giraldi e interpretato da Ugo Tognazzi e Isabella Rei. Nel 1969 Federico Fellini lo arruola per una piccola parte nel film “Satyricon” interpretato da Martin Potter e Hiram Keller, anno in cui Renato firma il brano “Carosello” che viene inciso da Wilma Goich.
Anni ‘70 : Il successo
Nel 1970 Renato approda al Teatro Sistina di Roma, e prende parte alla prima opera rock italiana “Orfeo 9” , rielaborazione in chiave rock del mito di Orfeo e Euridice di Tito Schipa Junior, e interpreta magistralmente la parte del diabolico Venditore di Felicità che con un trucco separa i due amanti. Da notare che quest’opera si scontrò con la violenta censura della Rai che ne vietò la trasmissione in onda per via del tema esplicitamente trattato, quello della droga. Solo due anni dopo finì in visione sul piccolo schermo in seconda serata. Fu la prima opera rock nel mondo ad essere rappresentata in teatro.
Nello stesso anno Renato partecipa anche al musical “Hair“ che vede tra gli interpreti una giovanissima Loredana Bertè e Teo Teocoli; questo spettacolo incontra le divergenze della critica in quanto tratta della guerra nel Vietnam e fa scalpore poichè gli interpreti recitano in costume adamitico.
Un anno dopo appare nuovamente come comparsa in un film di Fellini: “Roma“.
Nel 1972 arriva il suo primo contratto con la casa discografica RCA, e nel 1973 viene pubblicato il suo primo LP ” No, mamma no!” che riscuote un buon riconoscimento dal pubblico ma non da parte della critica musicale e dalla stessa RCA, che lo associa erroneamente alla figura artistica di David Bowie, e che quindi non lo aiuta alla scalata al successo, stornandogli i fondi destinati alla produzione di spettacoli dal vivo per la promozione del disco.
Nel 1974, Renato dà voce ad un comunicato stampa che si oppone all’ostracismo dei discografici, dove testualmente afferma: ” Renato Fiacchini, nato a Roma il 30 Settembre 1950, sarebbe stato un ottimo impiegato della SIP se non fosse stata la sua eccentricità ed il suo estro a ricordargli che il suo posto era sul palcoscenico. Ha dovuto lottare per imporsi contro il mondo che voleva fare di lui oggetto di studio e di ricerca. Oggi il mondo sa di avere a che fare con un artista che canta la sua vita e quella degli altri…” La critica musicale accoglie ironicamente questa dichiarazione, non gradendo affatto l’idea di un cantautore intellettuale e indipendente e Renato risponde : “Sotto i lustrini di questo personaggio prende forza un’anima che spero ardentemente arrivi fino a voi”; nasce così il secondo LP “Invenzioni”, 10 tracce piene di una personalità coerente, anticonvenzionale, ricche di sensibilità e introspezione. E’ con questo album che nasce la collaborazione con Piero Pintucci e Franca Evangelisti, collaborazione che proseguirà per numerosi anni.
E’ la volta di “Trapezio” nel 1976, dal quale si trae il singolo “Madame/Un uomo da bruciare” che riscuote un notevole successo scalando la Hit Parade fino alla quindicesima posizione.
Corre l’anno 1977 dove Renato produce l’album “Zerofobia” , da cui trae il singolo “Mi vendo/Morire qui” che ottiene un successo clamoroso scalando l’ottava posizione della hit parade, confermandosi per diverse settimane e raggiungendo la 36esima posizione tra i 100 dischi più venduti in Italia in quell’anno. Dalla produzione di questo album segue un estenuante tour nelle discoteche di tutta Italia, e le 5 date previste al Teatro Tenda di Piazza Mancini a Roma, divengono inaspettatamente 12 per la grande richiesta da parte del pubblico. A dicembre dello stesso anno, replica il suo spettacolo dal 25 dicembre fino al 29, dando luogo a una tradizione che si rinnoverà per diversi anni a seguire. Lo spettacolo è concepito in due tempi: nel primo tempo Renato illustra le canzoni del passato, e interagisce con il pubblico, rendendolo attivamente partecipe alla sua performance, cui filo conduttore è la storia della sua vita e del suo percorso artistico che per diversi anni ha incontrato l’ostracismo della critica musicale, dei discografici e della stampa che confonde e stravolge la realtà delle cose; Renato a proposito dei giornalisti, generalizzando e non indicando nomi dice: “Qualcuno è arrivato a scrivere sui giornali, ma scrive con il culo e non con la penna” . La sua natura provocatoria e trasgressiva, la sua arte e il suo parlare creano una sorta di empatia con il pubblico, donandogli l’unicità confronto ad altri artisti affermati, rendendolo più umano e “abbordabile” , un artista a 360°. Il secondo tempo prende forma con un Musical vero e proprio, Renato interpreta i brani contenuti nell’album “Zerofobia“, cambia continuamente i costumi da lui stesso disegnati, balla divinamente offrendo agli occhi degli spettatori uno spettacolo completo a cui nulla si deve aggiungere. La performance termina con l’esecuzione de “Il cielo”, momento magico in cui il pubblico viene sovrastato da un telone azzurro e stellato; questo brano sarà inserito nel finale di tutte le scalette dei suoi live successivi divenendo un vero e proprio “cult”.
Da quest’anno Renato darà luogo a una tradizione che proseguirà per diversi anni, festeggiando il suo compleanno in Versilia al Teatro Tenda Bussoladomani di Sergio Bernardini, registrando il sold out.
Nel 1978 Renato crea una sua etichetta denominata “Zerolandia”, i cui albums sono distribuiti dalla casa discografica RCA; sotto questa etichetta nasce l’album omonimo “Zerolandia” , che raggiungerà con il singolo “Triangolo/Sesso o esse” la seconda posizione in classifica hit parade e si aggiudicherà il decimo posto tra i 100 dischi più venduti nell’anno.
E’ il 1979 quando Renato, artista poliedrico, veste i panni del produttore e scopritore di talenti. Sotto la sua produzione ed etichetta si lanciano artisti quali Farida e Yo Yokaris i cui pezzi sono firmati dallo stesso Zero.
Naturalmente da qui in poi gli albums di Renato vengono prodotti sotto la sua etichetta, e la vera consacrazione con apice del successo viene raggiunta in quest’anno con la pubblicazione dell’album “EroZero”, da cui il singolo estratto “Il carrozzone/Il baratto” che raggiunge tutti i juke-box e le discoteche italiane, andando in vetta alla classifica hit parade e confermandosi nuovamente al decimo posto tra i 100 dischi più venduti nell’anno. Renato si aggiudica la prestigiosa “Gondola d’oro” quale riconoscimento al miglior artista italiano con maggiori vendite. Ma l’estro di Renato che in questo anno si mostra particolarmente prolifico, dà luogo alla realizzazione del suo primo e unico film – per la Cineriz - “Ciao Nì”, dove veste il ruolo di sè stesso in un’ironica storia musicale; questa proiezione raggiunge risultati sensazionali, sbaragliando i botteghini e oscurando il successo del film Kolossal “Superman”.
Sempre in quest’anno Renato affitta dagli artisti circensi Togni un tendone itinerante dalla capienza di 5000 posti che chiamerà appunto “Zerolandia” , toccando diverse città italiane, dove riscuoterà un successo magistrale facendo esplodere la “Zerofollia“, espressione di un fanatismo giovanile dove si vedranno centinaia di fans accorrere ai suoi spettacoli e indossare i suoi costumi e i suoi trucchi; in tutto questo non mancheranno delle vere e proprie scene di isterìa collettiva. Si registrano a ripetizione i sold -out, da notare che anche la scenografia degli spettacoli è firmata Zero.
Anni ‘80 : Il cambiamento, il flop e la rinascita
Con l’avvento del 1980 Renato va a compiere i 30 anni, è un periodo di introspezione, è tempo di bilanci tra fallimenti e successi, riconducibile alla morte del padre Domenico, ai problemi con la casa discografica, del rapporto ormai trascinato con la compagna Lucy Morante, si parla addirittura di un ritiro dalle scene e le interviste sono rarissime. E’ il momento in cui Renato sente di avere un clichè troppo oneroso dal quale decide di distaccarsi, ha paura in realtà di ripetere sè stesso e di diventare monotono, ma soprattutto si sente limitato e vuole concedersi la possibilità di esprimere nuove forme artistiche. Da questo momento l’artista abbandona lustrini e paillettes e lascia posto a un uomo maturo che cura maggiormente l’espressione della musica rispetto alla forma estetica ; nasce “Tregua” , un doppio album, forse uno dei dischi più belli e il più venduto del suo intero repertorio musicale. «Tregua per me significa un momento ben preciso. Forse anche un po’ di stanchezza perché diventa pesante avere un’immagine fissa, un cliché per la gente, per cui ho deciso di fermarmi un attimo e pensare e poter decidere con tranquillità quello che farò in futuro: non è detto che siano solo canzoni». Sul retro della copertina appare una commovente dedica rivolta al padre scomparso: ” Dedico queste mie canzoni a chi mi ha fatto nascere e crescere libero : a Domenico Fiacchini. Con Amore”. Da quest’album si trae il singolo “Amico/Amore sì, Amore no” che rimane in cima alla hit parade per oltre 10 settimane. Segue il “Senza Tregua Tour” questa volta negli stadi italiani, l’ artista questa volta non canta con le basi, ma, finalmente con dei veri musicisti: Flaviano Cuffari (batteria), Dino D’Autorio (basso), Franco Di Stefano (percussioni), Massimo Fumanti (chitarra elettrica), Michele Santoro (chitarra acustica, elettrica, prophet), Stefano Senesi (polimoog, Clavinet, minimoog, oberheim) e il Maestro Piero Pintucci (piano). Il debutto avviene il 4 luglio allo Stadio Comunale di Bologna dove si registrano ben oltre le 40000 presenze (tutto esaurito). E’ in questa occasione che Renato battezzerà i suoi fans con l’appellativo di “sorcini” ; seguiranno altre 19 date negli stadi di tutta Italia – ad eccezione di Roma, per la quale Renato non ottiene il permesso – : un totale di 20 concerti e sold-out per complessive 460.000 presenze. Solo a Natale dello stesso anno, Renato approda a Roma con la sua Tenda Zerolandia dal 22 Dicembre al 1 Gennaio, con repliche il 2 e il 3; lo spettacolo si chiamerà “Natale a Zerolandia”, dove nuovamente si registrerà il “tutto esaurito“.
Marzo del 1981 vede la pubblicazione di “Icaro” un doppio Lp live registrato durante la tournèe “Senza Tregua” dell’anno precedente. Il successo è stellare, il singolo “Più su/Galeotto fu il canotto” tratto da quest’album raggiungerà la terza posizione in hit parade e sarà il ventisettesimo 45 giri più venduto tra i primi 100, mentre il doppio album rimarrà in classifica per ben 35 settimane consecutive. In aprile la Rai trasmette il programma “Viaggio a Zerolandia“, uno special su un concerto tenuto da Zero a Torino per la regia di Valerio Lazarov.
A dicembre dello stesso anno arriva “Artide Antartide” un doppio LP studio che contiene 20 tracce senza l’estrazione di un singolo promozionale, ritenuto dalla critica musicale il suo autentico “capolavoro” che di fatto vincerà il premio per il disco più venduto dell’anno (un milione di copie). Questo album contiene il brano “Ciao Stefania” dedicato alla grande amica di Renato, la soubrette Stefania Rotolo scomparsa prematuramente all’età di 30 anni a seguito di un tumore. Nel 1982 in accordo con il sacerdote Don Guerrino Rota, decide di fondare un centro per i tossicodipendenti in quel di Spoleto, “Associazione Isola Verde Stefania Rotolo“, che si rivela un fallimento di intenti in quanto Renato afferma: “Avevo diversi progetti, oltre quello di intestare il centro a Stefania e chiamarlo Isola Verde: Stefania Rotolo. Per sensibilizzare la gente a raccogliere un po’ di soldi organizzai uno spettacolo sulla piazza di Spoleto il cui incasso sarebbe stato utilizzato per l’iniziativa. Ma alla fine della serata che aveva fruttato quaranta milioni dagli amministratori locali mi vidi presentare un conto di quarantuno milioni di cui sette milioni di facchinaggio. E io, ingenuo, che per ridurre al minimo le uscite avevo cantato solo con le basi…»
Lo stesso anno lo vedrà condurre dai microfoni di Rai2 la trasmissione “Fermoposta Zerolandia” , che avrà uno straordinario successo e a cui seguiranno altre due edizioni. Renato si dedica al progetto di realizzare un musical insieme a Loredana Bertè da portare al Teatro Sistina, ma arriva una proposta allettante dalla Rai che attraverso un sondaggio d’opinione scopre che Zero è il personaggio più amato dal pubblico italiano, ed ambisce ad annoverarlo nel cast di conduttori di Fantastico edizione 1982 accanto a Raffaella Carrà e Corrado presentando un suo teatrino dal titolo Fantastico Zero. Le date dei concerti previsti in America accanto alla Bertè slittarono, e Renato fu costretto a registrare subito alcuni interventi per le prime quattro puntate della trasmissione. Nel frattempo Enzo Trapani, regista di “Fantastico” riduce il tempo del minishow di Renato, il quale si adira minacciando di lasciare la trasmissione, gli viene spiegato che questi “tagli” sono occorsi anche per la stessa Carrà, Corrado e Sabani per ragioni di tempo. Suo malgrado Renato accetta il compromesso ma resta della convinzione che la tv limiti la qualità di un artista. Anche la sigla di apertura “Viva la Rai” viene stroncata alla prima puntata di “Fantastico”, perchè ritenuta troppo trasgressiva.
Nello stesso anno viene pubblicato l’album “Via Tagliamento 65/70″ , un tributo nostalgico all’avvio della sua carriera presso il Piper dove l’artista è nato «A via Tagliamento eravamo armati fino ai denti. Armati di coraggio e di speranza… Il Piper, oggi una leggenda, ieri un modo di pensare, di amare, di stare insieme. Voglio ringraziare il cielo di essere stato là. Via Tagliamento non fu una strada nel mondo… ma il mondo in una strada».
Come di tradizione, sotto Natale viene montato il Tendone Zerolandia a Roma, ma Vigili del Fuoco e Polizia intimano la sospensione degli spettacoli per motivi di sicurezza ; l’apparizione di Renato ospite da Pippo Baudo a “Domenica In” si concentra in un appello alle forze politiche per poter proseguire gli spettacoli, e il 27 dicembre la performance presso il Tendone Zerolandia si svolge regolarmente; il giorno successivo, il teatro che già ospita 3000 persone sedute vede la comparsa delle forze dell’ordine che armate intimano gli spettatori ad abbandonare il teatro, che viene sigillato e posto sotto sequestro. Interverrà il Comune di Roma che concederà il Palaeur il primo di gennaio.
Nel 1983 esce il primo Q-Disc “Calore” che contiene 4 tracce composte in collaborazione con Dario Baldan Bembo. Il disco rimane in classifica per 6 settimane consecutive, trainato dal brano “Spiagge” ed è considerato l’ultimo lavoro di rilievo compositivo dell’artista, che vedrà maturare un periodo buio con le successive produzioni.
Siamo nel 1984, “Leoni si nasce” è un album che denuncia la rabbia per la chiusura del Tendone Zerolandia, Renato fa una conferenza stampa alla Zoo di Roma travestito da leone, la provocazione ottiene che l’album vada in cima alla classifica da cui precipiterà quasi subito, in realtà questo disco otterrà poche vendite. Nello stesso anno uscirà “Identikit Zero” , una raccolta di brani riarrangiati che contiene due inediti “La gente come noi” e ” Io qui” ma per la prima volta dopo anni, questo disco non ottiene alcun posto nella classifica dei top ten.
Nel 1986 arriva la pubblicazione di “Soggetti smarriti” , suo tredicesimo album, che vince il “Disco d’oro” per le centomila copie vendute, ma solo perchè promosso da un intero concerto trasmesso in prima serata dalla Rai; la storia artistica di Zero vive un declino storico: non ci sono più i concerti negli stadi e palazzetti, ma in discoteche e piazze di provincia.
E’ il 1987 quando Renato realizza “Zero” , che si rivela il “flop” storico della sua carriera ; quest’album pur contenendo dei pezzi gradevoli come “Artisti” e “Vagabondo nel cuore” , manca di originalità e di estro. E’ il momento di prendere una pausa.
Dopo 2 anni di fermo, Renato esplode con l’album “Voyeur” prodotto al Parsifal Studio di Londra; le rinnovate energie e le musicalità originali sono dovute alla collaborazione con Geoff Westley; l’artista risulta rinvigorito, la peculiarità si trova nella durata dei brani che non è mai inferiore ai 7 minuti. Il tour che segue riscuote un buon successo, da notare che tra i musicisti c’è la partecipazione di Alberto Rocchetti alle tastiere che nello stesso anno entrerà a far parte della band storica di Vasco Rossi.
Anni ‘90 : Sanremo e la ri-conferma del successo
Nel 1991 Renato partecipa al Festival di Sanremo con un brano scritto da Mariella Nava “Spalle al muro”, una canzone toccante,delicata e ricca di significati dove Renato offre un’interpretazione magica da grande mattatore del palco, che raggiunge solo il secondo posto ai voti, ingiustamente surclassata dal brano “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante. “Spalle al muro” verrà inserito nell’album live “Prometeo” che raggiungerà la terza posizione in hit parade vedendo oltre 250 mila copie. Il singolo “Spalle al muro/l’equilibrista” è un cd in 500 copie numerate.A fine anno pubblicherà l’album “La coscienza di Zero” , una raccolta di inediti redatti tra il 1977 e il 1990, riveduti e corretti; figurano anche delle registrazioni di inizio carriera, e la cover di “E’ la pioggia che va” dei Rokes.
Nel 1992 presenta con Giancarlo Magalli e Barbara De Rossi, la Trasmissione della RAI, “1, 2, 3, RAI…Riva Del Garda“, trampolino di lancio per presentare per la prima volta il progetto “Fonopoli”. Progetto che viene successivamente riproposto in occasione del Festival di Sanremo nell’anno successivo, dove Renato presenta il brano “Ave Maria” che ottiene un applauso di diversi minuti da parte del pubblico presente in sala. Fonopoli, che ambisce a divenire la città della musica, si propone di dare una possibilità alla gente comune, di rivelare i talenti nel campo della musica che vada dalla classica al pop, di aprire le porte alla cultura che si tratti di prosa o di teatro, alle più svariate forme di danza, al cinema e alla letteratura, si propone di fornire i mezzi di riconoscimento anche per gli artisti che sono persone meno fortunate, i disabili. Renato affermò: “il mio sogno sarebbe quello di veder crescere i ragazzi che dopo aver assistito ad un concerto di Ligabue, abbiano la voglia di ascoltare una composizione di Vivaldi.” Purtroppo Fonopoli incontra diverse difficoltà nella realizzazione, dalla difficoltà di ottenere un’area edificabile, dalle varie concessioni e autorizzazioni, dalla burocrazia di Palazzo. Sembra che la realizzazione di questa struttura tanto agognata si concretizzerà entro il 2010. Di fatto in quel periodo viene pubblicato l’album “Quando non sei più di nessuno” in concomitanza con il minidisc “Passaporto per Fonopoli” – i cui proventi andranno al progetto omonimo – due produzioni che stabiliscono il ritorno al successo di Renato che torna in vetta alle classifiche. Segue un tour strepitoso “ZeroOpera” , con 50 elementi di un’orchestra sinfonica e che toccherà i più prestigiosi teatri d’Italia.
Il 1994 è la volta de “L’imperfetto” registrato presso gli studi Fonopoli di Roma che contiene la perla de “Nei giardini che nessuno sa” , ma l’intero disco raggiunge alti livelli di testi e di musiche, tanto che ottiene il primo posto in hit parade. Nello stesso anno Renato partecipa alla realizzazione della colonna sonora del film di Tim Burton “Nightmare before Christmas” e presta la voce al personaggio Jack Skeletron. Con quest’anno si chiude la parabola discendente della carriera di Renato, che spicca di nuovo alla vetta del successo.
Nel 1995 in omaggio ai suoi 30 anni di carriera, pubblica l’album “Sulle tracce dell’imperfetto”, trainato da “I migliori anni della nostra vita”. Il tour, questa volta, s’intitola “L’Imperfetto in Tour” ed è destinato ai Palasport d’Italia. 12 concerti in tutte le più importanti città che diverranno 20 a grande richiesta.
Il 1996 lo vede impegnato nello spettacolo teatrale costituito da 40 canzoni “TuttoZero” .
Il 1998 è la volta dell’album “Amore dopo Amore”, che otterrà un successo travolgente vendendo un milione e duecentomila copie, da cui il singolo “L’impossibile vivere / Il mercante di stelle” ma la canzone più gettonata si rivelerà “Cercami” ; in quest’album è presente anche il brano dedicato a Mia Martini scomparsa 3 anni prima, grande amica di Renato, il cui titolo è “La grande assente”. Il Tour estivo previsto non viene realizzato a causa di una frattura al piede che Renato si procura durante uno spettacolo a Verona il 15 maggio, riprenderà la sua esecuzione solo in autunno ottenendo consensi e seguito da tutta Italia.
Nel 1999 viene immortalato al Filaforum di Assago (Milano) il doppio album “Amore dopo Amore, Tour dopo Tour” , un estratto live dei concerti precedenti. Nello stesso anno con la presenza del sindaco Rutelli, Renato pone la prima pietra simbolica per la costruzione di Fonopoli, alla Magliana una zona periferica di Roma. Arriva il nuovo tour che si chiama appunto “Cantiere Fonopoli” per finanziare l’ambito progetto; l’organizzazione di questo tour sarà senza precedenti, vedrà la partecipazione di 50 maestri d’ Orchestra e la presenza di 7 musicisti per la ritmica; inoltre per tutta la durata del tour ci sarà la partecipazione di ospiti di rilevanza come i Momix e Carla Fracci, il primo nome italiano e riconosciuto a livello internazionale per la danza classica .
Anni 2000 : Il nuovo millennio
Il 2000: Rai 1 vede la presenza di Renato che conduce uno spettacolo in 4 puntate “Tutti gli Zeri del mondo”, dove presenterà alcuni brani inediti che andranno a far parte dell’album omonimo. Nel corso di questo show l’artista omaggerà alcuni artisti recentementi scomparsi quali Fabrizio De Andrè e Lucio Battisti. Lo spettacolo non otterrà lo share auspicato.
Alla fine del 2001 “La Curva dell’Angelo” è preceduto dall’ l’anteprima in onda nelle radio “Non Cancellate Il Mio Mondo; l’uscita dell’album è posticipata per via della scomparsa di sua mamma Ada, stroncata dalla malattia; melodie raffinate e testi volti al pessimismo che denotano un animo percosso da sentimenti struggenti; Il brano “Anima Grande” è dedicata a suo padre; in una sola settimana l’album vola in cima alle classifiche.
A febbraio del 2002 dopo poco più di due mesi dalla pubblicazione di “La Curva dell’Angelo” che si aggiudica la vendita di 500 mila copie, inizia la preparazione del “Prove di Volo Tour 2002″ che materializza la sua prima data pubblica il 15 aprile a Firenze e termina il 4 agosto, raggiungendo il mezzo milione di presenze e ottenendo il premio per il miglior Live dell’anno, conquistando anche un sold-out allo Stadio Olimpico di Roma con oltre 70 mila spettatori. Nel corso di un concerto tenuto ai Fori Imperiali di Roma, Renato dedica il brano “E il Cielo mi Prese con sè” scritto per Alex Baroni, scomparso tragicamente a marzo, a causa di un incidente stradale.
Nel 2003 Renato adotta legalmente Roberto Anselmi, 30 anni, suo stretto collaboratore da 12 anni e dichiara in un’ intervista che rappresenta quello che avrebbe voluto avere come figlio e che lo ha fatto per avere un erede. “A braccia aperte” viene passato in radio dal 10 ottobre e dopo 2 settimane sarà venduto in 4 diverse edizioni di copertina. il 3 novembre lo vede partecipare a un miniconcerto al Teatro Eliseo di Roma, e sarà lì che Renato presenta il suo nuovo album “Cattura”, che dopo due settimane dalla sua pubblicazione raggiungerà la classifica dei dischi più venduti aggiudicandosi il triplo disco di platino.
A febbraio 2004 è la volta del “Cattura il meglio in Tour 2004″ , una tournèe che vede coprire solo le città italiane dal settentrione al centro, ma a settembre arriva “Il Sogno Continua – Tour 2004″ che toccherà tutte le città d’Italia e si moltiplicheranno le date a causa della grande richiesta, addirittura 25 in meno di due mesi. Entra nella classifica Pollstar dei tour di maggior successo a livello mondiale con il “tutto esaurito” nelle date di San Siro a Milano, del Bentegodi a Verona, del Franchi a Firenze e dell’Olimpico a Roma per ben 2 volte.
Nel 2005 Renato partecipa al Live8 del Circo Massimo di Roma, duettando con la Pausini e Baglioni sull’esecuzione de “I migliori anni della nostra vita“. Roberto, il figlio adottivo, gli regala la nascita della nipote Virginia. “Mentre Aspetto che Ritorni” è il singolo che anticipa l’uscita dell’album “Il Dono” in 3 versioni diverse. La peculiarità consiste nell’inserimento di una lunga intervista. In 6 settimane il disco arriva in cima alle classifiche annuali godendo del quarto posto senza che i grandi network radiofonici passino i suoi brani.
Nel 2006 Renato conduce una trasmissione radiofonica per Radio2, dove si avvale della presenza di alcuni amici dello spettacolo e ripercorre le tappe più significative della sua carriera. il “ZeroMovimento Tour” si concretizza a febbraio di quell’anno registrando affluenza enorme di pubblico, tanto che le date vengono aggiunte per un totale di 25 serate. Nello stesso anno Renato rifiuta il premio alla carriera che vorrebbero consegnargli sul palco dell’Ariston, commentando così il diniego: “Se ne riparla quando avrò compiuto 80 anni”. “Renatissimo!” sarà la tripla compilation distribuita dalla Sony in onore ai 40 anni di carriera, confezionata in 3 diverse versioni (copertina oro, copertina argento e un’edizione limitata). In 6 settimane la compilation è il quinto cd più venduto in Italia in quell’anno. Questa raccolta si aggiudica le critiche di alcuni giornalisti, che accusano Renato che sia una trovata per far soldi; l’artista risponde in questo modo a chi lo accusa: ” Se dopo 40 anni timidamente mi permetto di fare una raccolta, e devo pure chiedere scusa, allora non ci sto!”
Nel 2007 nasce la secondogenita del figlio adottivo Roberto, cui verrà dato il nome Ada, in memoria della mamma di Renato. ZeroMovimento ottiene il Telegatto per il miglior Tour 2006, ma Renato non si presenterà sul palco per ricevere il premio. Firmerà due pezzi “Nel Perdono” e “La Vita Subito” per la manifestazione di Sanremo di quell’anno che verranno cantati da Albano e Jasmine. Renato parteciperà a quell’edizione di Sanremo come superospite nell’ultima puntata a notte inoltrata ottenendo uno share del 60% e eseguendo due medley di cui uno dedicato a Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Sergio Endrigo, l’altro con brani famosi del suo repertorio. Lascerà il palco dell’Ariston senza fare un minimo accenno al suo ultimo disco o al suo imminente tour. L’ MpZeroTour si rivelerà l’ennesimo successo della sua carriera.
Il 2008 è l’anno il cui la Universal pubblica in dvd la VHS del 1990 “Zero40“, un’uscita che nonostante non abbia goduto della pubblicità raggiunge la prima posizione in classifica a una settimana dall’uscita.
Nello stesso anno firma una linea di occhiali da lui disegnati dal nome “Nero d’Autore” ; Renato ha sempre disegnato i suoi costumi, cappelli e scarpe, mancavano solo gli occhiali come fiore all’occhiello. Partecipa a “Carramba che fortuna” annunciando la pubblicazione del suo album nel segno dell’amore.
A marzo 2009 viene pubblicato l’album “Presente” che contiene 17 tracce inedite e che arriva a toccare la cima della classifica aggiudicandosi il triplo disco di platino. Il singolo estratto è “Ancora qui” . La peculiarità di questo album è che Renato divorziando dalla Sony, ha rinunciato ad affidarsi ai discografici per la produzione, la pubblicità e la diffusione del proprio prodotto. In autunno in arrivo lo “ZeronoveTour” previsto in 12 date, che invece sono diventate finora 26 a causa dei sold-out registrati dalle prevendite dai maggiori palasport italiani.
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