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Bell’intervista di Libero News a Renato Zero, che racconta gli inizi , partendo dalle sue “disavventure”, fino ad arrivare al recente “pensionamento” di 800 euro.
La vita di Renato Zero non è stata sempre facile. Prima di diventare famoso, racconta in un’intervista a Vanity Fair, ha vissuto tante disavventure. «Alla fine degli anni ‘60 uno come me non s’era mai visto – dice – Me la sono vista brutta spesso, e non avevo nemmeno il cellulare per chiedere aiuto. Mi ha salvato la dialettica. A chi mi voleva picchiare chiedevo: “Perché mi odi? Che cosa ti ho fatto? Ragioniamo”. Glielo dicevo in italiano forbito, li spiazzavo, e mi lasciavano stare».
Le sventure però non sempre avevano un lieto fine: «Una volta, mentre facevo I’autostop, scese uno dall’auto, si avvicinò, e senza dire una parola mi diede uno sganassone fortissimo – ricorda – Rimasi come un deficiente, steso per terra». Poi tira fuori un altro brutto ricordo: «Un giorno con un’amica ci caricarono tre ceffi: io andai dietro, in mezzo a due, lei davanti. Quello che guidava si mise a tastare le cosce di Rita, che gli disse di smetterla. Io, da dietro, feci il duro: “Lasciala stare che mi incazzo!”. Quello si girò: “Statte zitto che te se cucinamo pure a te”. Rita aprì lo sportello e fece per buttarsi in corsa. Rimasero così impressionati che ci fecero scendere a calci».
Poi la vita del cantante cambia quando arriva il meritato successo, che segna l’addio alla privacy. «Per almeno 15 anni non sono stato libero di fare le cose più normali. Per uscire di casa, usavo spesso un furgone della lavanderia perché altrimenti i ragazzini, per seguirmi con i motorini, andavano a sbattere». Zero parla anche dell’uso di droghe: «Ho sempre assecondato gli amici per complicità, niente di più. Sono stato trasgressivo, ma non ho mai perso il rispetto verso me stesso. Una rotta l’ho sempre tenuta. Lo sballo non mi è mancato, però ricordo soprattutto le risate. Al Piper preparavano sigarette con dentro di tutto e poi c’era chi urlava: “Ho visto il drago, la strega… “».
Ora, vicino ai 60 anni (li compirà il prossimo anno), si prepara a una nuova tournée: «Vado in tour con lo spirito migliore: voglio svagarmi. II palcoscenico e il pubblico sono una meraviglia. Non mi fanno pensare al fatto che sono appena andato in pensione e prendo 800 euro al mese. Che schifo!».
Insieme alla pensione le altre due note stonate della sua vita sono il cinema e la tv, i due grandi rimpianti. Perché il grande schermo era dei suo sogno, ma: «Mi hanno sempre offerto budget ridicoli. “Ciao Ni’” costò 250 milioni, cifra irrisoria anche nel 1979, e incassò più di Superman. Ma non può andare sempre bene». Lo stesso vale per la tv: «Non credo che faro più nulla al livello di “Tutti gli Zero del mondo” (interrotto, ndr). Ci sono rimasto troppo male. Mi hanno fatto una contro programmazione terribile».
Intervista tratta da : http://magazine.libero.it/musica/generali/renato-zero-pensionato-da-800-euro-ne10456.phtml